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Cina, regole piu' severe per l’adozione degli orfani

 

Il numero: 50.000 i piccoli cinesi affidati all’estero.
I limiti: ai single occidentali, coppie gay, vecchi ed obesi.

Pechino, 3 Gen (Dal nostro corrispondente)- Può’ capitare, se si fa sosta all’aereoporto di Pechino, di assistere a scene insolite. Una tra le tante è la trasformazione della sala d’attesa per i voli internazionali, in un reparto maternità’: coppie e single occidentali, in fila davanti a un gate, con in braccio bellissimi neonati cinesi, dai pigiamini colorati e dall’aria un pò impaurita. Il gruppo appare super organizzato. Le neo mamme stringono biberon e pannolini, mentre i papà si cimentano con canzoni e con ninnoli per i loro pupilli, che sgranando occhietti a mandorla si interrogano sull’origine di un suono tanto diverso da quello a cui erano abituati. È ancora troppo presto perchè possano formulare domande sul loro futuro, sono ancora troppo piccoli per porsi quesiti esistenziali, dai dubbi ben più che amletici.

C’è chi però ha il dovere di farlo per loro: si tratta del China Center of Adoption, CCAA, che di recente ha annunciato l’attuazione di una politica più restrittiva nei confronti delle adozioni di bimbi cinesi da parte di “stranieri”. Le nuove linee guida proposte dal CCAA per regolarizzare i processi di adozione hanno lo scopo di limitare le possibilità di single, di coppie omosessuali, di persone in età avanzata e di chi soffre disturbi di salute, tra i quali è inclusa l’obesità. Ancora non sono state delineate chiaramente le modalità con cui queste restizioni verranno messe in atto, ma già dal meeting tra i vertici del Centro per le Adozioni in Cina (CCAA) con i rappresentanti delle agenzie straniere è emerso che, da maggio 2007, cambieranno i criteri di scelta delle persone che potranno adottare un bambino cinese. Lo scopo è quello di privilegiare coloro che godono di un matrimonio stabile, di un buono stato di salute psicofisica e mentale, e di una condizione economica decorosa. Famiglie cinesi, che possono avere un solo bambino, a causa della politica del figlio unico, e che ne desiderano un secondo, saranno una priorità e verranno preferite a coppie straniere.

Secondo Xing Kaimin, direttore del Centro Revisione per l’elegibilità della famiglia adottiva, una sessione del CCAA, ci sono circa due milioni di richieste di adozione da parte di occidentali al mese. Le nuove linee guida, che penalizzano soprattutto le coppie non sposate e i single, rispondono all’esigenza da parte delle organizzazioni cinesi di limitare questo fenomeno. “La domanda supera la disponibilità” afferma Xing Kaimin. “Gli orfani sono meno, rispetto alla percentuale di coloro che vogliono adottarli”. Nell’ultima decade la Cina è stata la fonte numero uno dei Paesi in cui è possibile ottenere in tempi relativamente brevi, dai 14 ai 15 mesi per una prima risposta dopo la compilazione dei moduli, un’ adozione. Più di 50.000 bambini sono stati affidati a famiglie straniere e tra queste una su quattro è americana.

Cifre da capogiro se comparate con gli standart europei, che posizionano la Cina ancora una volta in vetta alle classifiche mondiali, con una piccola differenza. Il mercato conquistato è quello occidentale e il “prodotto” non è qualitativamente inferiore a nessun’altro. Le agenzie di cooperazione internazionali stanno cercando di arginare il problema e di compilare più domande possibili entro l’effettiva messa in atto della nuova regolamentazione, ma ormai è comunque tardi. La fabbrica del mondo ha messo delle barriere al proprio mercato ed è difficile, questa volta, darle torto.

 

Il 26 marzo 2005 nasce il progetto Associna, e con essa, il nostro sito www.associna.com. Fin da subito riscuote grande interesse, sia fra i giovani, che nel mondo associativo e come interlocutori con le istituzioni italiane. In breve tempo stabiliamo concrete collaborazioni con diverse realtà associative (Arci, Comunità di Sant’Egidio, Associazione Toscana-Cina insieme, Associazione Italia-Cina, Cospe Onlus, Mediazione Sociale ecc.) e diventiamo interlocutori con numerose istituzioni (nelle città di Roma, Prato, Milano, Padova, Bologna, Cesena, con rappresentanti e governatori di Regioni, fino all’incontro col Ministro italiano della Solidarietà Sociale e l’Ambasciata cinese). Nel frattempo, le nostre iniziative si sono moltiplicate, dal torneo di Xiangqi alla mostra culturale del Museo Pigorini di Roma, dalla classica sfilata del dragone per il capodanno cinese all’inconsueto torneo di tennis tavolo intitolato “Diplomazia del Ping Pong”, dalla raccolta di fondi per i terremotati dello Sichuan alla degustazione del tè per i palati più fini, dall’organizzazione di dibattiti sui temi a noi più cari, fino all’allestimento all’aperto di un importante evento dedicato all’inaugurazione delle Olimpiadi a Pechino, richiamando la partecipazione di migliaia di persone. Anche il sito di Associna (www.associna.com), sempre più frequentato, è diventato un punto di riferimento informativo e un portale di comunicazione per seconde generazioni e non, una preziosa fonte per ricerche accademiche e spunto di approfondimenti per giornali (Corriere della Sera, la Repubblica, il Sole24ore, International Herald Tribune ecc.), televisioni (Rai, Odeon, La7 ecc.) e radio (Radio24, Radio1 Rai, Radio2 Rai etc.). Ulteriori collaborazioni, nel 2008, hanno portato a un nostro contributo anche in importanti libri come “I cinesi non muoiono mai” di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò (Chiarelettere) e “Chi ha paura dei cinesi” di Lidia Casti e Mario Portanova (Rizzoli). 

Nel 2008 siamo stati invitati dal Parlamento Italiano (Commissioni I - Affari Costituzionali - e II – Giustizia - del Senato) per un parere sul DDL 733 "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica". 

A cavallo fra il 2009 e il 2010 abbiamo progettato ed attuato, in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e con il Ministero dell’Interno, un progetto finanziato dalla Comunità Europea, per promuovere l’inclusione sociale della comunità cinese in Italia. Il progetto, della durata di cinque mesi, si è concluso con l’organizzazione di tre seminari nelle città di Milano, Prato e Roma che hanno richiamato l’attenzione dei vertici istituzionali sia italiani che cinesi.

Nel 2010 siamo stati nuovamente invitati dal Parlamento Italiano ( VII Commissione Cultura del Parlamento), esprimendoci in tema di accoglienza di alunni con cittadinanza non italiana nel sistema scolastico italiano.

A fine 2010, con l’intento di promuovere l’integrazione economica inteso come mezzo di coesione delle due comunità, l’Associazione ha collaborato con Toscana Promozione, agenzia pubblica per l’internazionalizzazione delle imprese toscane, in “China-Italy Regional Cooperation Forum on Technology and Innovation”, evento che ha beneficiato della prestigiosa presenza del Ministro Wang Gang, Ministro della Scienza e Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese.

Ad inizio 2011 Associna ha stretto una forte collaborazione con la Fondazione Italia Cina, contribuendo alla organizzazione del “First Italy China Career Day”, iniziativa che ha visto la partecipazioni di importanti imprese italiane conosciute in tutto il mondo, e di più di 200 candidati di elevato profilo alla ricerca di una posizione lavorativa qualificata.