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Procedura dell’adozione in Cina

 

L’Autorità centrale cinese per le adozioni ha recentemente annunciato l’introduzione di nuove procedure relative all’adozione internazionale. Tali cambiamenti includono una maggior attenzione ai requisiti richiesti alle famiglie adottive, un periodo di formazione più approfondita per le coppie in attesa, novità nelle procedure di post-adozione ed una maggiore comunicazione tra il Ccaa e le autorità centrali degli altri paesi. Tra le principali novità introdotte vi è anche la richiesta di sei relazioni post-adozione ad un mese, sei mesi, dodici mesi e, successivamente, al secondo, terzo e quinto anno. Tali modifiche diventeranno effettive per le coppie che adotteranno a partire dal 1° agosto 2011. L’introduzione di queste nuove procedure da parte dell’Autorità centrale cinese è finalizzato ad assicurare maggiore trasparenza e correttezza per garantire una famiglia ai bambini cinesi abbandonati. Oltre alle procedure a variare sarà anche il nome dell’Autorità centrale cinese per le adozioni, da Ccaa (Chinese center for adoption affairs) a Cccwa (Chinese center for children’s welfare and adoption).

1. Gli aspiranti all’adozione, che abbiano ottenuto il decreto di idoneità, devono conferire incarico
a curare la procedura di adozione ad uno degli enti autorizzati di cui all’articolo 39-ter.

2. Nelle situazioni considerate dall’articolo 44, primo comma, lettera a), il tribunale per i minorenni può
autorizzare gli aspiranti adottanti, valutate le loro personalità, ad effettuare direttamente le attività
previste alle lettere b), d), e), f) ed h) del comma 3 del presente articolo.

3. L’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione:

  1. informa gli aspiranti sulle procedure che inizierà e sulle concrete prospettive di adozione; 
  2. svolge le pratiche di adozione presso le competenti autorità del Paese indicato dagli aspiranti all’adozione
tra quelli con cui esso intrattiene rapporti, trasmettendo alle stesse la domanda di adozione, unitamente al decreto
di idoneità ed alla relazione ad esso allegata, affinché le autorità straniere formulino le
proposte di incontro tra gli aspiranti all’adozione ed il minore da adottare; 
  3. raccoglie dall’autorità straniera la proposta di incontro tra gli aspiranti all’adozione ed il minore
da adottare, curando che sia accompagnata da tutte le informazioni di carattere sanitario riguardanti il minore,
dalle notizie riguardanti la sua famiglia di origine e le sue esperienze di vita; 
  4. trasferisce tutte le informazioni e tutte le notizie riguardanti il minore agli aspiranti genitori adottivi,
informandoli della proposta di incontro tra gli aspiranti all’adozione ed il minore da adottare e assistendoli
in tutte le attività da svolgere nel Paese straniero;  
  5. riceve il consenso scritto all’incontro tra gli aspiranti all’adozione ed il minore da adottare, proposto dall’autorità
straniera, da parte degli aspiranti all’adozione, ne autentica le firme e trasmette l’atto di consenso all’autorità
straniera, svolgendo tutte le altre attività dalla stessa richieste;
    l’autenticazione delle firme degli aspiranti adottanti può essere effettuata anche dall’impiegato comunale
delegato all’autentica o da un notaio o da un segretario di qualsiasi ufficio giudiziario;
  6. riceve dall’autorità straniera attestazione della sussistenza delle condizioni di cui all’articolo 4
della Convenzione e concorda con la stessa, qualora ne sussistano i requisiti, l’opportunità di procedere
all’adozione ovvero, in caso contrario, prende atto del mancato accordo e ne dà immediata informazione alla
Commissione di cui all’articolo 38 comunicandone le ragioni; ove sia richiesto dallo Stato di origine, approva
la decisione di affidare il minore o i minori ai futuri genitori adottivi; 
  7. informa immediatamente la Commissione, il tribunale per i minorenni e i servizi dell’ente locale della decisione
di affidamento dell’autorità straniera e richiede alla Commissione, trasmettendo la documentazione necessaria,
l’autorizzazione all’ingresso e alla residenza permanente del minore o dei minori in Italia; 
  8. certifica la data di inserimento del minore presso i coniugi affidatari o i genitori adottivi; 
  9. riceve dall’autorità straniera copia degli atti e della documentazione relativi al minore e li trasmette
immediatamente al tribunale per i minorenni e alla Commissione; 
  10. vigila sulle modalità di trasferimento in Italia e si adopera affinché questo avvenga in compagnia
degli adottanti o dei futuri adottanti; 
  11. svolge in collaborazione con i servizi dell’ente locale attività di sostegno del nucleo adottivo fin
dall’ingresso del minore in Italia su richiesta degli adottanti; 
  12. certifica la durata delle necessarie assenze dal lavoro, ai sensi delle lettere a) e b) del comma 1 dell’articolo
39-quater, nel caso in cui le stesse non siano determinate da ragioni di salute del bambino, nonché la durata
del periodo di permanenza all’estero nel caso di congedo non retribuito ai sensi della lettera c) del medesimo
comma 1 dell’articolo 39-quater; 
  13. certifica, nell’ammontare complessivo agli effetti di quanto previsto dall’articolo 10, comma 1, lettera l-bis),
del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, le spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento della procedura di adozione.

Con la procedura che questa Ambasciata ha definito d’intesa con il CCAA, Centro Cinese per le Adozioni, i cittadini italiani che risiedono1  in Cina, inclusa Hong Kong, possono ora adottare minori cinesi sulla base della normativa cinese. 

Per avviare la procedura cinese gli interessati devono presentare personalmente la necessaria documentazione autenticata e legalizzata al CCAA (che ammette anche la spedizione postale, per i documenti richiesti)  corredata  da una nota di presentazione rilasciata da questa Ambasciata. Per ottenere quest’ultima gli interessati devono presentare apposita istanza (MODULO D'ISTANZA) a questa Ambasciata, allegando copia del certificato di residenza rilasciato dal competente Ufficio consolare.

Per l’assistenza nelle pratiche amministrative cinesi e soprattutto per la necessaria “Relazione familiare” richiesta dal CCAA, gli interessati possono rivolgersi a professionisti di assistenza sociale che operano in Cina a titolo puramente privato2

Il CCAA provvedera’ quindi alla verifica dei documenti presentati e della ricevuta del pagamento dei previsti diritti amministrativi. Quindi procedera’ all’abbinamento scegliendo fra i minori adottabili secondo la legislazione cinese. Inviera’ successivamente alla coppia  le informazioni riguardanti il minore e chiedera’ una lettera di accettazione che dovra’ essere firmata e inviata per conoscenza anche a questa Ambasciata.

Dopo aver completato la procedura di adozione la coppia deve inviare al CCAA due ulteriori relazioni sullo stato di inserimento e sulla situazione di salute del minore ricevuto in adozione, la prima dopo sei mesi e l’altra dopo dodici mesi dalla adozione (si precisa che il provvedimento cinese che determina l’adozione e’ la nota di trascrizione della stessa sui registri degli Affari Civili della provincia di competenza). A tale scopo l’assistente sociale dovra’ nuovamente visitare la famiglia e predisporre le relazioni da inviare al CCAA entro i tre mesi successivi alle due visite.

Dopo aver completato la procedura di adozione in Cina, i coniugi devono rivolgere istanza al Tribunale per i Minorenni del luogo dell’ultima residenza in Italia  (o, in mancanza, al Tribunale per i minorenni di Roma) per chiedere che riconosca in Italia il provvedimento di adozione cinese e ordini la trascrizione dell’atto nei Registri di Stato Civile con la conseguente attribuzione della cittadinanza italiana. 
L’Art.36,Comma 4 della L.4 maggio 1983,n.184 “Diritto del Minore ad una famiglia”stabilisce: “L’adozione pronunciata dalla competente autorita’ di un Paese straniero a istanza di cittadini italiana, che dimostrino al momento della pronuncia di aver soggiornato continuativamente nello stesso e di avervi avuto la residenza da almeno due anni, viene riconosciuta ad ogni effetto in Italia con provvedimento del tribunale per I minorenni, purche’ conforme ai principi della Convenzione.”